Il ruolo di qualunque cosa analizziamo, è definito dalla relazione che interviene tra la cosa stessa e il contesto in cui è osservata. Così ad esempio il ruolo di un uomo rispetto a sua moglie, è quello di marito ed è definito nel contesto del matrimonio. Come poi questo ruolo debba essere svolto è un tema differente, espresso da un’ideale che può variare completamente da persona a persona o in base a differenti modelli culturali.
Ogni volta che ci domandiamo quale sia il ruolo che un soggetto interpreta in un momento e in una circostanza determinati, la prima cosa a cui dobbiamo riferirci è il suo contesto. Ogni cosa partecipa in differenti contesti, il che la rende a sua volta partecipe di differenti ruoli. Inoltre non possiamo prendere un ruolo come assoluto e unico, perché esso varia al variare delle circostanze, così ad esempio il ruolo di marito si interrompe alla fine del matrimonio, anche se non per questo l’idea o concetto di marito cessano a loro volta.
Possiamo aggiungere anche che, ogni ruolo ha a che vedere con la circolazione e trasformazione dell’energia che interviene tra i differenti “attori” in una data circostanza. Ogni essere nella sua interazione con altre creature o elementi, svolge una precisa funzione nella circolazione e trasformazione di differenti tipi di energia. Così un animale prende parte al suo ambiente trasformando le sostanze nutritive in materiali utili ad altri esseri, e a sua volta rappresenta una fonte di nutrimento per animali di differenti specie; questo esempio della catena alimentare, evidenzia lo scambio di energia che interviene fra specie che interpretano ruoli differenti nelle loro interazioni reciproche, come quello della preda e del predatore.
Da quello che abbiamo definito fino ad ora, vediamo che il ruolo può essere letto attraverso la sua rappresentazione simbolica, ogni simbolo infatti è associato ad un ruolo, come ad esempio quello del marito, o del predatore, essi rappresentano un concetto o un gruppo di concetti che, in base alla nostra personale formazione, evocano una serie di risposte a una data situazione. In questo senso possiamo dire che, un ruolo è la gamma di risposte o azioni che un determinato soggetto si suppone esprimere in una precisa situazione. Per esempio, secondo la cultura occidentale, un marito è considerato la persona che è legata nel matrimonio a un altro individuo, e il suo ruolo è supposto essere quello di aiuto e sostegno alla creazione e mantenimento di una famiglia, di fedeltà e rispetto di sua moglie ed eventualmente educatore per i figli.
Ovviamente questo ruolo è differente da cultura a cultura e i simboli che associamo ai ruoli, sono frutto delle nostre personali esperienze e conoscenze.
Domanda: possono esistere dei simboli che trascendano la soggettività di un individuo e che siano pertanto oggettivi, cioè uguali per tutti? Più avanti affronteremo una risposta.
Una cosa di estrema importanza, a questo punto, è considerare chi ha creato o crea i simboli. L’uomo è un essere atipico se preso in relazione alle altre creature che popolano il pianeta, in quanto, oltre a condividere con esse le funzioni tipicamente animali di nutrimento, riproduzione e riposo, è dotato di altre funzioni che lo rendono capace di interpretare e costruire i simboli dei ruoli e usarli per raggiungere i suoi obiettivi. Queste differenti funzioni, si esprimono principalmente nella sua capacità di pensiero, comparazione, astrazione e creatività; queste, gli hanno permesso nel corso dei millenni, di raggiungere conoscenze tali da “emanciparlo” parzialmente dalla condizione di animale, e, attraverso l’uso di certi utensili, di renderlo maggiormente “padrone” del proprio ambiente e in grado, entro certi limiti, di modificarlo.
Un principio che è necessario introdurre a questo punto è che la mente umana, per come è formata, non è in grado di “inventare” qualcosa che non esiste, questo significa che ogni invenzione è la scoperta di un principio o legge che già esiste in natura, ma che non era ancora stato osservato o compreso. Quindi, grazie all’attività della sua mente, che possiamo definire un organo ad alta specializzazione posseduto solo dall’uomo, egli è in grado di percepire altre e molteplici relazioni tra i differenti esseri, in modo da svelare differenti ruoli che si trovano in potenza nelle diverse creature. Egli è in grado di vedere in semplici azioni qualcosa di più, qualcosa che è parte di quel contesto ma che solo lui è in grado di comprendere e, in quanto tale, di usare ed eventualmente di modificare.
Se ricolleghiamo quanto abbiamo precedentemente osservato, cioè che l’espressione di un ruolo implica una trasformazione di energia, ci possiamo domandare di che tipo di energia si nutre l’uomo nella sua attività di osservatore e “lettore” del mondo che lo circonda. Egli, per sua natura, è in grado di percepire i differenti ruoli insiti nel creato. E’ dotato della capacità di percepire un livello di energie sottili, che rappresenta sia l’essere che l’essere in potenza di ogni creatura e dell’uomo stesso. Egli può vedere il valore simbolico delle cose, quello che va al di la del tempo, il “nous” della creazione e le sue potenzialità .
Ma questa capacità ha un prezzo; nel corso dei millenni l’uomo ha analizzato e osservato se stesso cercando di trovare una ragione al suo esistere e al ruolo del suo essere in relazione all’idea di creazione. La domanda più difficile a cui rispondere è quella della ragione della sua esistenza; perché un essere così specializzato è in grado di percepire il trascendente e l’immateriale delle cose ,se comunque è destinato a finire come individuo?
Da questo è nato il ruolo della divinità ; se siamo stati creati in un certo modo deve esserci una ragione e un fine specifico. Se osserviamo la natura ci rendiamo conto che ogni creatura è “stata creata” con un preciso fine, e quindi anche l’uomo con la sua capacità di percezione deve svolgere una precisa funzione nel tutto.
A questo punto, possiamo tornare alla domanda che abbiamo precedentemente posto, esistono dei simboli oggettivi, che non dipendono dalla soggettività di chi li percepisce, che sono comuni a tutti gli uomini e a tutte le culture? E se si, quali sono?
Sembra che questa domanda e ricerca, è quella che ha caratterizzato nel corso dei millenni la creazione e trasmissione di tutti gli insegnamenti esoterici. Da sempre l’uomo ha cercato la risposta e, in differenti contesti e periodi storici, diverse forme sono state create per trasmettere le risposte.
Il principio di risposte oggettive, rispetto a quello che è il ruolo dell’uomo in differenti situazioni, è insito nella possibilità dell’uomo di conoscere se stesso, e di comprendere quale sia la sua potenzialità nel momento. Cosa vuole dire questo? Se prendiamo l’esempio del marito, possiamo osservare che una persona “normale” considera parte del ruolo di marito quello di essere fedele alla moglie, ma questo perché gli è stato insegnato e detto fin da piccolo di solito, non è perché egli comprende profondamente cosa significhi. Quando cresce e si sposa, è convinto che questa sia la cosa giusta, ma ad un certo punto incontra un’altra donna che lo fa innamorare, e quindi inizia a desiderare di avere una relazione con lei. In questo caso nella natura soggettiva dell’uomo ciò che ha maggiore forza, cioè il desiderio per un’altra donna, lo trascina, ed eventualmente, lo porta a sciogliere il matrimonio per iniziare un’altra relazione, fino a che è possibile che un’altra donna lo affascina nuovamente e così di seguito. Questo semplice esempio comune ai giorni nostri, mostra come un semplice principio soggettivo può essere, in abbinamento alla non conoscenza di sé, veicolo di un repentino cambiamento di ruolo, solo perché una parte con differente energia, ci spinge in una direzione nuova. L’uomo dipende da quello che lo attira maggiormente, e una volta che un nuovo centro di gravità appare nel suo orizzonte, egli lo segue immediatamente. Sempre in relazione al nostro esempio, un uomo che conosce sé stesso e i principi oggettivi collegati all’idea di unione fra uomo e donna, allo scopo di crescita e sviluppo di una tale unione, considererà il matrimonio come un passo estremamente importante, che deve essere valutato e “costruito intenzionalmente” prima di essere messo in atto. Se si sposa in coscienza, sarà in grado di fronteggiare la natura “animale” ed automatica del suo essere in maniera differente, e di generare così delle risposte che hanno la potenzialità di esprimere una maggiore armonia, piuttosto che la confusione di una reazione inconsapevole, in cui tutta la realtà è fondata solo su un singolo stimolo. Per esempio, se incontra una donna che lo attira, sarà in grado di valutare più oggettivamente, di sapere consapevolmente cosa lo lega a sua moglie, e di comprendere in maniera profonda ed emozionale, i risultati delle sue azioni; in questo modo, qualunque scelta arrivi a fare sarà fatta con maggiore coscienza, generando risultati su una scala più ampia rispetto alla risposta soggettiva. In questo modo l’uomo interpreterà il suo ruolo di marito in maniera consapevole, e ogni cosa che si troverà a fronteggiare sarà fonte di crescita e di scoperta di sé e di scambio e crescita con chi si trova vicino a lui.
Possiamo dire che le risposte che possono essere considerate più oggettive sono quelle che derivano da una partecipazione complessiva dell’essere dell’uomo, frutto di un lavoro intenzionale su di sé e di una conoscenza specifica del funzionamento della struttura umana e della sua relazione con il mondo che lo circonda. Questo cambiamento e scoperta, deve avvenire intenzionalmente ed attraverso un lavoro specifico, e il perché di questo è una risposta che possiamo trovare solo nelle ragioni della creazione e sviluppo dell’essere umano da parte della natura. Esseri umani che hanno portato questo sviluppo ad un livello tale da poter veramente attribuirsi il termine di “Essere Umano “, sono coloro che hanno testimoniato nella storia della civiltà umana, l’esistenza di altro che non sia la sola esistenza materiale, e il loro lavoro continua ad essere fonte di ispirazione per ricercatori e mistici.
Per molte persone, la necessità di rispondere a certe domande non è un opzione, ma una necessità , e queste persone sono alla ricerca di una risposta che è parte della loro natura e che può essere svelata. In questo caso il ruolo dell’uomo è quello di svelare, attraverso la sua esistenza, le potenzialità di oggettività e comunanza che sono insite nel suo essere e che sono nutrite dalle “energie sottili” che provengono dallo scopo della sua creazione; egli ha la possibilità di diventare il simbolo di quello che può essere chiamato Uomo.
Ho già detto che ci sono persone che hanno fame e sete di verità . Se esaminano i problemi della vita e sono sinceri con se stessi, si renderanno presto conto che non è possibile vivere come hanno fatto sino ad ora; che la via di uscita a questa situazione è fondamentale e che l'uomo può sviluppare le sue capacità e poteri nascosti, solamente pulendo la sua macchina dalla sporcizia che si è accumulata nel corso della sua vita. Ma per intraprendere questa pulizia in maniera razionale, egli deve vedere cosa deve essere pulito, dove e come; ma vedere questo da solo è quasi impossibile. Per vedere qualche cosa egli deve vedere dal di fuori; e per questo è necessario un aiuto reciproco.
George I. Gurdjieff Tweet
Ma quale è il fine di questo raggiungimento, perché raggiungere questa realizzazione se comunque l’esistenza dell’uomo arriverà ad una fine? L’uomo è stato creato per servire uno scopo che va oltre lui stesso. Osservando gli individui che hanno raggiunto il livello di Uomo, essi comunicano, per loro natura, un esempio di integrità e forza, simbolo del loro ruolo, che resta come modello di ispirazione e miglioramento per coloro che li seguono o li conoscono anche indirettamente o attraverso le loro opere. In questo vediamo il processo di trasformazione e “rilascio” delle energie sottili che sono il nutrimento attraverso cui l’uomo si costruisce; per loro stessi, avere svelato il simbolo dell’esistenza è lo scopo che volevano raggiungere, ed essi ci insegnano che la personale esperienza nel raggiungere una comprensione oggettiva del mondo che ci circonda, è un’energia che non scompare con la disgregazione del corpo, ma che continua ad esistere per portare nuova “linfa” vitale al tutto, e partecipare così la continuazione di quello che esiste.