La chiarezza nel definire uno scopo nella nostra vita è fondamentale per mantenere una direzione precisa. Nella vita quotidiana, quando ci sentiamo persi o incerti sul prossimo passo, spesso è perché non abbiamo identificato un obiettivo chiaro o ci siamo lasciati sedurre da un’illusione che non regge al confronto con la realtà circostante.
Questi concetti ci conducono all’importanza di avere uno scopo ben definito. Esso funge da bussola, fornendo direzione e motivazione. Ma se misconosciuto o mal definito, può trarci in inganno, portandoci fuori strada.
Uno scopo ben definito ci aiuta anche a discernere: ci permette di riconoscere ciò che ci avvicina al nostro obiettivo e ciò che ci allontana. Questa chiarezza crea un filtro per le decisioni, permettendoci di scegliere le giuste influenze o direzioni da seguire.
Infine, è cruciale sottolineare come, quando siamo profondamente legati ad un obiettivo, siamo disposti a fare sacrifici. Questo perché crediamo nel valore e nell’importanza di ciò che stiamo cercando di raggiungere.
Lo scopo del Lavoro è differente da uno scopo nella vita ordinaria, anche se i due si intrecciano in quanto il Lavoro aiuta a raggiungere gli scopi della vita; avere uno scopo nel Lavoro crea le condizioni per utilizzare la macchina in modo completamente nuovo.
Uno degli obbiettivi principali del Lavoro è connesso al ricordo di sé.
Quando una persona è in uno stato di ricordo di sé, ha una visione molto più chiara e ampia di ciò che è e ciò che la circonda, ma questa visione è legata alla comprensione delle idee del Lavoro. In questo stato, ricordare il proprio scopo, ci permette di avere una comprensione più completa di quelli che sono i passi e gli elementi che lo costituiscono. Possiamo così attuare ciò che è più importante in relazione allo scopo, che è il processo di ridefinizione dello stesso in base a quelle che sono le nostre comprensioni reali del momento e di quello che esso porta con sé. Se ad esempio il mio scopo è guadagnare molti soldi, ma non ho nessuna professionalità, nel momento in cui osservo me stesso cercare di propormi per un lavoro in stato di ricordo di sé, posso comprendere che non ho le basi per poter chiedere uno stipendio alto, e che quindi devo riformulare il mio scopo nell’immediato. Il nuovo scopo che posso formulare, è quello di dedicare le mie energie all’acquisizione di una professionalità in relazione alle mie caratteristiche e su questa, costruire lo scopo più a lungo termine di buoni guadagni e, nel frattempo, trovare una condizione lavorativa che mi permetta di vivere ma anche di poter crescere.
In base all’esempio precedentemente fatto, possiamo considerare la formulazione dello scopo, come la possibilità di modellare sempre più in dettaglio la forma del nostro essere, ma questo avviene quando lo scopo è collegato ad una comprensione delle idee del Sistema, perché almeno in questa sede, la formulazione dello scopo e la sua forza di modellazione è direttamente collegata al tentativo di mettere in pratica quello che viene detto nel Lavoro.
Adesso è importante però comprendere la dinamicità dello scopo e il suo legame con differenti livelli ed altri scopi, perchè se lo scopo non prevede diversi stadi di sviluppo, rischia di non portare da nessuna parte.
Facciamo l’esempio della non espressione di un’ emoziona negativa; lo scopo di non esprimerla si deve collegare alla comprensione del perché non serva e ci danneggi, e questo lo possiamo scoprire attraverso la presenza, attraverso la testimonianza di quello che ci lascia l’espressione dell’emozione negativa, e quello che invece possiamo fare se non la esprimiamo.
Dunque il nostro scopo non è più solamente quello di non esprimere un’ emozione, ma di comprendere cosa essa porti con sé e provare a usare per qualcosa di nuovo, la stessa energia che si manifestava nell’emozione.
Lo scopo diventa provare a sperimentare qualcosa di diverso che ci porta a scoprire cose nuove. In base a questo la non espressione di un’ emozione negativa, non diventa qualcosa “che dobbiamo fare”, ma qualcosa che comprendiamo “perché non fare”.
In relazione a quanto detto, dobbiamo considerare lo scopo che ci prefiggiamo; se uno scopo è troppo distante dalle nostre possibilità è facile perdere di vista come perseguirlo, dobbiamo riportare la nostra attenzione a ciò che possiamo fare nel momento e allo scopo ad esso collegato e riformularlo, confrontandolo con quanto viene detto nel Sistema in relazione ad esso.
La formulazione di uno scopo è dunque molto importante, perché in essa potrebbero esserci delle contraddizioni che non siamo in grado di vedere, dobbiamo sempre pensare in maniera attiva e dinamica a ciò che ci richiederà portare a termine il nostro scopo. Quali cambiamenti dobbiamo introdurre nella nostra vita e dove trovare le capacità di portarli avanti? Spesso la formulazione dello scopo è ciò che ci porta ad incontrare i nostri limiti e con essi ciò che siamo e su cui vogliamo lavorare.
Scopo: nel lavoro personale
Ciò che spesso non è chiaro, è che quando si sta in una scuola, lo scopo è funzionale al raggiungimento di determinati obbiettivi. Diventa il mezzo attraverso il quale noi capiamo se stiamo o meno lavorando correttamente, semplicemente valutando se abbiamo o meno raggiungo lo scopo o facendo delle valutazioni per capire cosa ha impedito la sua realizzazione.
Se, per esempio, ci viene detto che siamo guidati da un pilota automatico, che non abbiamo il controllo su noi stessi e rispondiamo in modo automatico, possiamo stabilire l’ obiettivo di agire intenzionalmente, come per esempio, evitare di usare certe frasi. Con questo obiettivo, possiamo esaminare i problemi che riscontriamo nel tentativo di essere intenzionali e possiamo notare come l’aderenza a certi comportamenti, sia il risultato di un accumulo di risposte automatiche formate nel tempo e non per scelta consapevole.
In questo contesto, l’obiettivo diventa un mezzo di verifica in risposta a ciò che il Sistema ci suggerisce, è un’esperienza individuale. Chiunque faccia un vero tentativo di applicare i consigli ricevuti avrà l’opportunità di notare, rispetto al suo livello di essere, le sue manifestazioni, i suoi limiti, in pratica la sua essenza, come in un esperimento chimico attraverso l’uso del proprio reattivo.
Questo è cruciale da considerare, sia nel definire l’obiettivo che nel percorso della nostra vita. Ogni volta che ci ricordiamo e lo applichiamo, dobbiamo ricordare che ci aiuta a svelare aspetti legati alla sua definizione, ci aiuta a mettere in luce diverse parti di noi stessi. È essenziale sottolineare che questo processo di “mettere in luce” non dovrebbe essere associato a una mancanza personale, ma a un concetto e ad una comprensione emotiva di scoperta e verifica. In questo modo, la funzione indicatrice dell’obiettivo può portare con sé un nuovo vigore, che andrebbe perso se ciò che mette in luce rappresenta un giudizio negativo sui nostri limiti o tratti. Stabilire degli obiettivi ci permette di svelare e scoprire la nostra essenza e ogni sua manifestazione che siamo in grado di percepire in un momento di consapevolezza, è una nuova opportunità che svela le potenzialità latenti in noi e nella nostra decisione di praticare il Lavoro.