Nel sistema della Quarta Via la possibilità di sviluppo di un uomo è collegata allo sviluppo ed al lavoro simultaneo di due aspetti, la Conoscenza e l’Essere. Una sostiene lo sviluppo dell’altro e viceversa, se una dei due si sviluppa maggiormente si giungerà ad un punto in cui il lavoro interiore di sviluppo di sé subirà una battuta di arresto.
La Conoscenza rappresenta la funzione principale del centro intellettuale ed è rappresentata dallo studio di differenti soggetti. Il centro intellettuale, per velocità, è il centro più lento e quello da cui si inizia il lavoro perché permette di essere usato in maniera più “facile” e diretta.
La conoscenza ha gradi, è possibile conoscere a diversi livelli relativamente ad un soggetto. Per la civiltà contemporanea essa ha un grande valore e le persone con profonda conoscenza di un argomento sono solitamente stimate e valutate, basti pensare agli scienziati e intellettuali di ogni genere. Questo anche se il loro livello d’essere è molto basso, ma vedremo cosa questo significhi più avanti.
L'essere include tutto il nostro potere di 'fare'. La conoscenza è soltanto ausiliaria; può essere di aiuto. Ma per poter cambiare il nostro essere, prima di tutto - ed è qui che entra in scena la conoscenza - dobbiamo renderci conto del nostro stato e capirlo.
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Nel Sistema si distingue tra conoscenza ordinaria e conoscenza reale. La prima equivale ad una conoscenza dei dettagli senza che essi siano collegati al tutto. E’ quello che possiamo verificare dal punto di vista della conoscenza nella civiltà contemporanea, ogni argomento è stato così tanto approfondito relativamente a se stesso che, un individuo che decida di conoscerlo bene, passerà la sua intera vita a studiare solo quello, ed anzi, probabilmente una volta che sarà diventato minimamente padrone del soggetto, inizierà ad apportare la propria visione alla ricerca di una “nuova scoperta” sul soggetto. Tutte queste informazioni sono disponibili ai giorni nostri, ma il loro essere prevalentemente scollegate da una visione di insieme genera una grande confusione e difficoltà ad usare la grande conoscenza che sembriamo avere a disposizione. Anche la conoscenza che in origine è collegata da principi di unità con il tutto, come ad esempio il Sistema, può degenerare a livello di conoscenza ordinaria, quando certe idee sono osservate solo da un punto di vista ed altre sono omesse.
La conoscenza reale è la conoscenza del dettaglio o parte di esso in relazione al tutto. Ad esempio se guardiamo alle nostre esperienze quotidiane relazionandole alle idee e principi del Lavoro come l’identificazione, la consapevolezza, la meccanicità, le leggi cosmiche, i processi e così via, stiamo portando il particolare nel generale e nell’organicità del sistema.
L’essere è ciò che un uomo è in un dato momento, vale a dire tutto quello che egli ha raggiunto ed esprime. L’essere di un uomo ordinario è caratterizzato dalla meccanicità, dall’identificazione, da un’essenza sottosviluppata, dalla tendenza a mentire a se stesso, dalle sue caratteristiche acquisite con l’educazione che si sono sedimentate nella sua personalità. Esso è espressione della molteplicità della persona del suo cambiare gruppo di Io ad ogni stimolo, senza essere padrone e consapevole di questo cambiamento. L’uomo a livello ordinario non possiede consapevolezza, volontà e capacità di fare e tutte questo è espresso dal suo livello d’essere.
La potenzialità che un uomo possiede di diventare padrone di sé stesso è, attraverso il Lavoro, la potenzialità di cambiare il suo livello d’essere. Un uomo ha in condizioni particolari, come ad esempio grande stress, o paura di esprimere un essere differente, l’essere di una persona più unificata, più forte e capace di prendere decisioni. Questo a dimostrazione che l’essere è una condizione dinamica, governata da vari elementi. Lo stato di un uomo non è sempre lo stesso e per diversi stati esistono differenti espressioni dell’essere di un uomo. Una persona che ha costruito il terzo stato di coscienza, intenzionalmente avrà un essere più sviluppato e completo di chi è addormentato nel secondo stato.
Comunque, per rendere questo stato permanente, un uomo deve lavorare duramente ed a lungo su sé stesso.
Diverse persone hanno differenti livelli d’essere.
In noi stessi gli Io sono su differenti livelli, alcuni migliori altri peggiori, alcuni sono collegati al centro magnetico ed altri sono immersi nella vita. Ad un certo momento, dopo aver lavorato per un periodo prolungato su di noi, possiamo essere più consapevoli o più addormentati, più divisi o più unificati, più interessati a qualcosa o più distratti, dire menzogne più facilmente e con vergogna e vedere queste espressioni e desiderare di cambiarle.
L'idea più importante e più caratteristica di questo sistema è l'idea dell'essere. Questo sistema dice che tutto, le forze, le energie, i differenti tipi di attività, tutto dipende dal livello dell'essere. Ciò che ci impedisce di conoscere di più è il livello a cui è il nostro essere. Nello stesso tempo, la più lieve differenza nel livello dell'essere dischiude nuove possibilità di conoscenza e di azione. Tutte le nostre facoltà sono determinate dal livello del nostro essere.
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Il fatto che il nostro essere sia su diversi livelli, è ciò rende possibile concepire e attuare il suo cambiamento, se fosse sempre lo stesso non vi sarebbe nessuna possibilità di crescita.
Per esempio, possiamo avere dei flash o delle comprensioni, riguardo ad esempio le idee del sistema, e vedere con chiarezza che certi Io ci conducono in un’ottava discendente, che potremmo evitare. Ma spesso succede che comunque non evitiamo di fare quello che sappiamo essere sbagliato. Siamo trascinati dal nostro livello d’essere medio. Questo mette in evidenza che la nostra capacità di vedere è superiore alla nostra capacità di fare. La nostra conoscenza è superiore al nostro essere.
L’essere può essere anche definito come quella capacità interiore, data dalle esperienze precedentemente fatte, che ci permette di indirizzare la totalità di noi stessi verso ciò che una parte di noi ha valutato essere la cosa da fare nel momento.
Quando la conoscenza è superiore al nostro essere, l’uomo conosce tanto, ma non può metterlo in pratica. Se l’essere è superiore alla conoscenza egli è in grado di fare, ma non sa cosa.
Lo scopo del lavoro è che la conoscenza e l’essere crescano di pari passo. Questo significa che la conoscenza non deve solamente rimanere parola o pensiero, ma deve entrare nell’essere che sente e prova cosa è conosciuto in parole, questo è riassunto dal concetto “essere le parole”. Ad esempio, leggendo le idee del sistema le possiamo fare nostre solamente attraverso lo sforzo di portarle nella nostra vita. Se ci viene detto che l’uomo è una macchina, questo può essere compreso solo attraverso la verifica pratica di cosa questa idea implichi.
Anche l’essere deve assistere la crescita della conoscenza, così, quando abbiamo compreso qualcosa riguardo a noi stessi, dovremmo essere capaci di estrarre di più dalla conoscenza che abbiamo, per esempio nel rileggere i libri del sistema.
Un altro aspetto dell’essere che supporta la conoscenza è che il nostro essere, in un dato momento, riflette il nostro stato. Questo significa che in un certo stato possiamo ricevere una certa conoscenza, ed in un altro acquisirne ancora di più. In altre parole, possiamo fare più connessioni con la conoscenza che abbiamo, possiamo vedere le connessioni a differenti livelli.
Il lavoro pratico sulla conoscenza vuol dire studiare le idee, vederle come idee separate che formano un tutto, studiare noi stessi, studiare i molti Io e costruire un’immagine di noi stessi come un tutto, di come gli Io sono connessi o non connessi, cosa li attiva ecc. E’ un buon esercizio ed abitudine quella di scrivere le proprie osservazioni, perché in un momento successivo la rilettura può portare delle comprensioni che altrimenti al cambiare degli Io potremmo perdere.
Il lavoro sull’essere richiede che prima iniziamo a vedere e a conoscere il nostro essere; vedere che non abbiamo in Io permanente, che abbiamo molti pregiudizi, le nostre meccanicità, di come siamo guidati dalla nostra falsa personalità e che non possiamo scegliere di reagire diversamente. Una sincera auto osservazione ci mostrerà che siamo realmente nulla, solo una confusione di differenti Io che reagiscono agli stimoli esterni.
Basandoci sulla conoscenza di sé che abbiamo acquisito attraverso l’osservazione di noi stessi, il lavoro sull’essere richiede poi, uno sforzo differente di resistere a certe manifestazioni di noi stessi. Lavoro sull’essere significa possedere una certa unità, la capacità di non esprimere le emozioni negative (partendo da quelle più elementari fino a quelle più profonde), una costante attività di auto osservazione, studio delle emozioni, sforzi per non identificarsi, cercare di evitare il parlare inutile e così via. In altre parole, il lavoro per il cambiamento di livello d’essere richiede un pagamento nella forma di sforzi interiori.
Nel sistema quando la conoscenza e l’essere si muovono all’unisono si ha un momento di comprensione. Vale a dire che le idee prendono forma concreta e l’esperienza trova la sua controparte nelle idee che la costituiscono.
Allorché il sapere predomina sull’essere, l’uomo sa, ma non ha il potere di fare. È un sapere inutile. Al contrario, quando l’essere predomina sul sapere, l’uomo ha il potere di fare, ma non sa che cosa deve fare. Così l’essere che egli ha acquisito non può servirgli a nulla e tutti i suoi sforzi saranno stati inutili.