Gli Shocks
“Nel corso di questa esposizione, Gurdjieff sottolineò la necessità di ciò ch’egli definì uno « shock»
esterno, il quale interviene in momenti ben precisi per armonizzare i due princìpi opposti in un’unità equilibrata. In meccanica, esso corrisponde al punto di applicazione delle forze in un sistema in
equilibrio.”
Deviazioni
Sappiamo per esperienza che ciò che occupa la nostra attenzione viene costantemente distratta da diversi tipi di stimoli tanto interni quanto esterni.
Se lo stimolo non è molto grande e la nostra attenzione è fortemente occupata da qualcosa, lo notiamo a malapena e continuiamo a lavorare su ciò che stavamo facendo, ma se uno stimolo è sufficientemente forte, fa sì che si smetta di fare ciò che si stava facendo, per iniziare a seguire qualcosa di diverso.
Questo è qualcosa che ognuno può notare nella propria quotidianità e non è altro che il risultato di una legge cosmica conosciuta come Legge del sette.
Questa legge dice che, nessuna forza agisce mai continuamente nella stessa direzione: agisce per un certo tempo, poi diminuisce di intensità e, o cambia la sua direzione, o subisce un cambiamento interiore.” E per poter evitare che questo avvenga, c’è bisogno che intervenga uno shock addizionale che sia capace di evitare questo cambio di direzione.
Apparato alchemico
Gli shocks in una scuola spirituale, rappresentano principalmente la possibilità di utilizzare il corpo umano come un appartato “alchemico” capace di trasformare ciò di cui ci “nutriamo” (cibo, aria e impressioni) in energie “fini” capaci da un lato di alimentare i corpi esserci superiori e dall’altro, favorire sia il contatto con i centri superiori che creare stati di coscienza associati a questi centri.
Normalmente nelle scuole di quarto cammino (dipendendo dalla linea che seguono) si identificano 2 o 3 shocks.
Non ci lanceremo nella difesa di uno o altro punto, non è la sede ne il momento, solo vogliamo evidenziare che la cosa più importante per qualsiasi cercatore spirituale di qualsiasi tradizione, è quella di trascendere la morte fisica e per questo si affida a un cammino o ad un altro, in relazione a ciò che la sua mente ed il suo cuore considera il più adatto per la realizzazione di questo processo.
Il quarto cammino fa di questo il suo punto cardine, tutto gira intorno a questo punto: sviluppare i corpi superiori.
Sfortunatamente molte scuole di quarto cammino oggi, solo studiano i testi di Ouspensky e Gurdjieff, insegnano alcuni esercizi e praticano una volta alla settimana i movimenti. Se siete fortunati in alcune di queste scuole si spiegano alcuni concetti, pero sono sempre spiegazioni che potreste facilmente trovare nei testi dei due autori citati.
Morale della storia: non si va da nessuna parte.
La nostra è una linea di lavoro diversa per molti aspetti, perchè noi siamo i continuatori di una linea di maestri e insegnanti che grazie a Gurdjieff hanno avuto un contatto diretto con la Fratellanza Sarmoung.
Un solo consiglio: non perdete tempo, i vostri centri superiori funzionano perfettamente cosi come anche i vostri centri inferiori, solo avete bisogno di generare l’energia corretta che attivi tutte le vostre possibilità.
E’ vero che la carrozza, il cocchiere, e i cavalli, stanno ognuno in un loro mondo, pero è sufficiente che ci sia un interesse comune ai tre che improvvisamente, come per magia, smettono di essere divisi e cominciano a lavorare all’unisono e l’uomo, a tutti gli effetti, inizia a funzionare in modalità tricentrica.
Sappiamo che vi hanno fatto credere che i vostri centri non funzionano in modo armonioso, che avete molte personalità, una serie di meccanismi che ammortizzano l’impatto di alcune situazioni della vita, che siete ancora sotto l’influsso del famigerato organo kundabuffer, che solo potete essere uomini o donne 1, 2 e 3, che se non fate i movimenti delle danze sacre non potete comprendere niente del quarto cammino e cosi via.
In parte tutte queste cose potremmo anche considerarle vere, pero in realtà non lo sono affatto.
Certamente molte persone hanno bisogno di studiare e di comprendere molte cose, pero questo dipende da persona a persona.
Gurdjieff stesso aveva compreso che non tutte le persone hanno gli stessi interessi e nemmeno le stesse capacità o background.
Per questo nel suo istituto avrebbe voluto dividere le persone in gruppi differenti, a seconda delle loro capacità interessi e conoscenze.
Diciamo avrebbe perchè in realtà, non ha mai avuto modo di lavorare in altro modo che non fosse il livello più basico e, le poche persone che riuscì a trovare, sufficientemente capaci e adatte a recepire il suo insegnamento, dopo un adeguata preparazione, le mando direttamente con i sarmoung per completare la loro formazione.
100 anni dopo le cose sono molto differenti: ci sono molte persone preparate in uno o più temi esoterici, altre che hanno lavorato molto sulla loro parte fisica, altre ancora che si sono preparate studiando e altre ancora che affrontano ogni giorno le sfide della vita.
Tutte queste persone oggi non hanno bisogno di passare i prossimi 30 anni a leggere e fare movimenti anche se “sacri”, non hanno questa necessità: devono solo ricevere una induzione, per capire cosa e come fare le cose, e poi iniziare a lavorare sul campo.
Facciamo un esempio: nel sistema si dice che lo shock dell’aria è uno shock involontario se si considera l’ottava dell’alimento e anche se la si considerasse nella seconda ottava, quella dell’aria, solo sino al secondo shock potrebbe avvenire una trasformazione: niente di più inesatto.
Tutte le scuole esoteriche del mondo conoscono l’importanza della respirazione, e molte scuole insegnano tecniche di respirazione con ritmi e tempi specifici, e anche alcune scuole di 4 cammino insegnano in segreto alcune tecniche, anche se esisteva il divieto espresso di Gurdjieff in questo senso perchè per lavorare con l’aria bisognava essere seguiti da qualcuno che sapesse cosa si stava facendo, pena la creazione di problemi fisici, mentali o psicologici.
Gurdjieff aveva imparato e avrebbe potuto insegnare molte più tecniche, solo che la relazione con i suoi discepoli, fatta eccezione per alcuni, non ha favorito questo tipo di insegnamento, tanto per i suoi costanti viaggi, quanto per i loro (di quei discepoli che sarebbero stati adatti per questa conoscenza).
Vedete alcuni dei maestri più importanti di un ordine Sufi molto famoso anche oggi in molte pareti del mondo, i Naqshbandi, hanno studiato con i Sarmoung e conoscono bene l’importanza dell’aria e la conoscono cosi bene che, il primo dei loro 11 principi guida è: Hush Dar Dam che significa “coscienza della respirazione”.
Quindi ciò che vogliamo segnalare, è che l’aria in un certo senso, è uno shock che va considerato involontario però solo quando l’uomo macchina, sta dormendo, non è cosciente di se o non sta in uno stato di ricordo o di divisione dell’attenzione o di presenza… però quando si sta in uno di questi stati, il discorso cambia radicalmente ed allora, l’aria serve a realizzare il nostro primo obbiettivo : la realizzazione del secondo corpo o corpo Kesdjan.
Vedete nelle scuole di 4c si insegna, per esempio, a ricordarsi di se stessi pero non si insegna a identificare che cosa produce nell’organismo il ricordo di se.
Se continuiamo con l’aria, il 4c dice che è idrogeno 192, però questo non aiuta in niente. Quello che non ti dicono per esempio è: a cosa equivale esattamente quel 192?
Esempio, equivale a quello che inspiriamo? a quello che rimane dentro? a quello che metabolizziamo o a …? non ti spiegano, per esempio, le possibilità intrinseche del nostro apparato respiratorio, non ti spiegano per esempio, che noi possiamo inspirare l’aria da diverse parti del mondo o dell’universo (esempio seduti su una sedia, concentratevi sulla respirazione e semplicemente sentite o pensate in un posto qualsiasi e iniziate a inspirare l’aria di quel posto, che sentite… ) … e non ti dicono dicono molte altre cose …
Se volete continuare a imparare provate a candidarvi per diventare discepoli.
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