«La nostra vera natura, un ignoto che non può essere nominato perché non ha forma, può essere percepita nella pausa tra due pensieri o due percezioni. Questi momenti di arresto costituiscono un’apertura a una Presenza che non ha fine, eterna.»
Jeanne de Salzmann

Nel ritmo veloce delle nostre giornate, i pensieri scorrono senza sosta, uno dopo l’altro. Eppure gli insegnamenti della Quarta Via ci invitano a riconoscere un punto nascosto, fragile e prezioso: la pausa tra due pensieri. Un istante infinitesimale, ma capace di aprire in noi lo spazio per una presenza più grande, più silenziosa e più reale di quanto la mente possa immaginare.

La nostra natura oltre la forma

Jeanne de Salzmann, continuatrice del Lavoro di Gurdjieff, ci guida verso una comprensione essenziale: la nostra vera natura non può essere definita, limitata o concettualizzata. Non è un pensiero, non è un’emozione, non è un’immagine spirituale. È una realtà senza forma, che può essere percepita solo quando il movimento abituale della mente si arresta, anche solo per un istante.

In quel minuscolo spazio silenzioso, qualcosa in noi si risveglia. Non si tratta di un’esperienza esoterica riservata a pochi, ma di un contatto diretto con ciò che siamo al di là dell’automatismo dei pensieri.

L’istante che cambia tutto

La pausa tra due pensieri è come una soglia. Da una parte c’è il flusso incessante della mente; dall’altra, un silenzio vivo, una presenza che non appartiene al nostro io abituale. Quando un pensiero si conclude e il successivo non è ancora apparso, per un attimo emerge uno spazio nuovo, puro, non costruito.

Questa presenza è:

Non è qualcosa da conquistare, ma da riconoscere. Accade da sé, ogni volta che la mente si quieta e il corpo diventa ricettivo.

Una pratica semplice nel quotidiano

La domanda non è “Come posso fermare i pensieri?”, ma:

“Posso accorgermi dell’intervallo in cui i pensieri si fermano da soli?”

Questa osservazione può essere praticata in momenti semplici della vita:

Anche un solo secondo di presenza può trasformare la qualità con cui affrontiamo il nostro lavoro, le relazioni, le difficoltà e i momenti di quiete.

Il Lavoro come via di presenza

All’Istituto Gurdjieff Bari esploriamo queste esperienze attraverso pratiche corporee, meditazioni attive e osservazione partecipata. La pausa tra due pensieri non è un concetto spirituale da ricordare, ma un’esperienza da vivere. Una porta sempre aperta verso una qualità di essere più profonda, più stabile, più vera.

La nostra natura più autentica non si raggiunge con lo sforzo mentale, ma si manifesta quando impariamo a fermarci e ascoltare ciò che già vive in noi, silenzioso e presente.

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